La tribŰlina dÖl prÁdel

 

Preambolo

Lungo la strada che collega la chiesa di San Giacomo alla frazione Ca’Taiocco, sul lato destro di una curva a tornante, c’ è un abbeveratoio in pietra alimentato da una fresca sorgente, più o meno abbondante a seconda delle condizioni climatiche, che fino agli anni ’80 ha dato da bere agli animali e agli abitanti delle frazioni Ca’ Taiocco e Ca’ Morelli.

La sorgente è denominata “laqua dol Pradel”.

Poiché il luogo era selvaggio, non illuminato (la pubblica illuminazione è stata completata da pochi anni), incuteva un certo timore nelle ore notturne ai ragazzi del passato se si pensa che i genitori e i nonni assicuravano che sotto il vecchio ponticello si sentivano le anime dei defunti lamentarsi (s’ghe sent).

Per fortuna, a un centinaio di metri dalla sorgente, su di un pianoro aperto, sorgeva e sorge tuttora la tribulina, illuminata fino a qualche decennio fa da una fioca lampadina e i viandanti, donne e ragazzi soprattutto, tiravano un sospiro e sentivano il cuore rinfrancarsi.

La tribulina sorge sul ciglio della strada in mezzo a prati che ad ogni stagione si rivestono di nuovi colori: in primavera, dopo il disgelo, si riempiono di bucaneve, pervinche, poi di gialli soffioni della cicoria, di nontiscordardime, di belle primule, di bianche margherite e così i colori si susseguono fino all’autunno.

Anche le piante da frutto, fino a qualche decennio fa, erano abbondanti e inondavano l’ aria di profumi e di colori in primavera, poi si riempivano di frutti: ciliege, susine, pere, mele, noci e castagne: un vero bendiddio!

Come dimenticare il luccichio delle lucciole nelle calde sere d’ estate, che si rincorrevano sopra l’ erba e volavano attorno alla cappelletta ,quasi volessero salutare e consolare la Madonna addolorata? E il canto dei grilli? E il cinguettio festoso degli uccelli? (C.M.)